venerdì 30 maggio 2008

'till we get more damage done



La domanda è: sono ancora utili discussioni sui Liars, dopo averne parlato ovunque e comunque, dopo averli visti tante volte dal vivo, dopo aver amato i loro dischi - non tutti, ma quasi? Risposta scontata. Sì.
Qualcuno vicino a me ha detto che il loro è il modo giusto di fare "rock" nel 2008: suoni irriverenti, forma canzone rivoltata come un calzino, impatto live fortissimo. Vero.
E' stato uno dei loro concerti più belli a cui ho potuto assistere e dispiace molto per chi non c'era (tanti, perchè i presenti erano solamente 180). Chissà che effetto può aver fatto ai Liars, dopo le date di spalla ai Radiohead (20000-25000 persone a sera, tipo, sold out ovunque), suonare a Madonna dell'albero davanti a nemmeno 200 paganti...
Detto questo, un concerto meraviglioso. Suoni, come al solito, terrificanti (nel senso positivo del termine ovviamente). Crescendo tribali che ti strappano da dentro un primitivo senso della danza. Angus, manco a dirlo, padrone indiscusso del palco, totalmente a suo agio nel fronteggiare il suo pubblico, nel coinvolgerlo nel rito pagano che si sta consumando.
I pezzi da "Drum's not dead" e "They were wrong so we drowned" nella dimensione live risultano ancora più inquietanti e scuri. Quelli dell'ultimo "Liars", "Plaster Casts Of Everything" a parte, non convincono del tutto, ma non fa niente, davvero.
E' ovviamente la loro attitudine ad affascinare, a renderli così irresistibili. Stesso discorso che possiamo fare per i Deerhunter, per esempio, o per i No Age. C'è qualcosa che accomuna queste tre band (e altre, ovviamente) che ancora non mi è chiaro. Ma è qualcosa di bello, ne sono sicuro.
Insomma, non vorrei dilungarmi troppo perchè di loro e del loro live show ho già parlato altrove ma mi pareva doveroso un ulteriore omaggio.

Ps: cancellato il concerto di stasera degli Spiritualized.

giovedì 29 maggio 2008

Ma che caldo fa!?




Diluvia. Eppure continua a far caldo. Sono due giorni che c'è questa afa insopportabile tipicamente bolognese (anche Firenze ne è provvista ma è ben peggio). Il problema è che caldo e concerti al chiuso non sono due "concetti" facilmente conciliabili. E se all'Estragon, posto enorme, la cosa non ha disturbato particolarmente, ieri sera al Locomotiv chi ha visto Why? dal vivo ha di certo perso tossine e alcuni grammi in forma di sudore. Io ho messo i dischi per una mezz'oretta ed ero conciato come dopo l'ora di ginnastica alle superiori.
Chiudiamo la parentesi atmosferica e veniamo ai due concerti.

VAMPIRE WEEKEND.
Che siano uno delle band più ascoltate della stagione è fuor di dubbio. La domanda che molti si ponevano era "Saranno bravi dal vivo?". La risposta è "Sì". Pur essendo partiti un po' impauriti e indecisi, si sono ripresi alla grande, suonando tutto il loro esordio omonimo. Allegria. C'era questo all'Estragon l'altra sera. Spensieratezza. Non hanno presenza scenica, ma la cosa verrà con il tempo. Oppure visto ciò che suonano vanno bene anche così. C'è molto Paul Simon nelle loro canzoni, c'è un po' di Nigeria (ah, consiglio: VV.AA. - NIGERIA 70 LAGOS JUMP , etichetta STRUT , da avere). C'è l'essere giovani e carini e di New York. Non so se sia un bene per noi, ma per loro lo è di certo. Non mi sono strappato i capelli durante il loro concerto ed ero pure un poco prevenuto (ma non in maniera ostentatamente critica come il mio solito) ma i quattro Vampire Weekend mi hanno fatto passare 50 minuti battendo il piedino. Mi basta questo. E poi il loro disco è perfetto per l'estate che sta arrivando e per l'autoradio. Zero stress, un po' di leggerezza e tanto sole.

WHY?
Si dirà Why?, al singolare, o gli Why?
Perchè mai si dovrebbe dire gli Why? se Why? è sempre stato il nome d'arte del solo Yoni Wolf? Non capisco.
Comunque, qualcuno mi assicura che si dica gli Why?.
Bene così.
Strano il mio rapporto con l'ultimo disco, "Alopecia". Dopo averlo parecchio snobbato, inizialmente, per via della mancanza di tutto ciò che ho amato del precedente "Elephant Eyelash" il disco si è insinuato sotto pelle (ooooh una bella frase fatta da critico musicale).
Lo apprezzo. Non mi fa impazzire ma lo apprezzo sinceramente.
Detto questo, il live di ieri sera è stato molto al di sotto di quello di due anni al Circolo Degli Artisti, Roma.
E quando dico "molto al di sotto" intendo dire che non c'è paragone.
Posato (forse eccessivamente) e seduto il primo. Emozionante ed eccitante il secondo.
Mi spiego meglio altrimenti comincia la sassaiola. Ieri mancava qualcosa. Non so cosa sia di preciso. Forse mi è mancata "21st century Pop Song" degli Hymie's basement (clamorosa perla eseguita contro ogni previsione a Roma due anni fa). O forse mi è mancata un po' di spontaneità in più. Quello era il tour dell'esordio. Questo live, sicuramente più ragionato e studiato, arriva dopo tantissime date. Che si sia persa un po' di freschezza? Boh.
Quindi, mi è piaciuto o no questo live? Devo essere sincero, ho visto 5-6 pezzi perchè il caldo, dovuto anche alla tanta gente presente, era davvero insopportabile. Diciamo che se dovessi dare un voto da 1 a 10 darei 6.5, mentre al live romano darei 8 pieno (nella foto di inizio post la scaletta di quella sera e le piante sul mio davanzale eheheh).
Ma forse sono io ad essere sbagliato, perchè la gente mi è parsa soddisfatta.
Gli Why?, comunque, rimangono una band che fa un pop mai scontato e che ha scritto alcune canzone davvero notevoli.


Stasera terzo concerto in tre giorni. Liars @ Bronson, Madonna dell'albero, Ravenna.
A 'sto giro mi porto dietro l'asciugamano e un cambio, perchè ci sarà veramente troppa gente, troppo caldo.
Toccherà bere molto.

mercoledì 28 maggio 2008

No Banjo, No Freakout

Un intervento veloce veloce solo per segnalare che BANJO OR FREAKOUT stasera non suonerà di spalla a WHY? al Locomotiv.
E mi dispiace molto. Moltissimo.
Il mio invito è sempre quello di visitare il suo myspace oppure di scaricare qualcosa dal suo blog.
Ci vediamo stasera al Locomotiv.

Ps: visti Vampire Weekend ieri sera. Ve ne parlerò domani. Ora no. Mamma che caldo qui a Bologna.

lunedì 26 maggio 2008

Me vs. Oblivion #1



Black Eyes - s/t (Dischord, 2003)

Io contro la dimenticanza. Ovvero: quei dischi che sono finiti nello scaffale in fondo a destra/sinistra/centro (un po' di par condicio di cui non si sentiva il bisogno), dove "in fondo a destra/bla bla bla" significa ad altezza piedi, ovvero dove l'occhio non cade e se cade è svantaggiato dall'astigmatismo. Finiscono lì tanti dischi del cazzo. Perchè i gusti cambiano. Perchè gli abbagli si prendono. Perchè si dà retta all' amico o al giornalista o all'amico giornalista in stato di ebbrezza o semplicemente diverso da te. Insomma, da me in questo caso.
Ma ci finisce anche tanta roba buona, perchè noi stolti che ancora compriamo dischi ne compriamo tanti e il posto nei nostri appartamenti da 50 metri è poco. Più che da noi sono abitati dal disordine, dal caotico cumulo di cataste di cd e vinili. Abbiamo chiesto aiuto al Dio Ikea e abbiamo speso per domare il caos, ci siamo improvvisati amanti del fai da te, abbiamo fatto i conti con quella vite mancante che non ti permette di finire il lavoro e bla bla bla. Basta con le cazzate.
Bene, oggi il fondo dello scaffale ha detto Black Eyes, primo disco, omonimo.
Dischord. Se non sapete di cosa sto parlando andate a leggervi IndieGossip o stronzate del genere che tanto non sentirò la vostra mancanza.
Beh, disco uscito in un momento sbagliato. Quando c'era il grande pentolone punk funk, quando cassa dritta e charleston in levare erano la nostra sbiadita quotidianità. Quando molte cose di qualità sono state accomunate ad altre per cui spendere la parola qualità sarebbe crimine da ergastolo.
Questo disco appartiene, per fortuna, alla prima categoria. Prodotto da Ian Mckaye, ascoltato adesso non ha perso quella furiosa potenza dei primi ascolti, un po' sbrodolona e un po' caciarona. Ma pur sempre figlia di roba tipo Pop Group (A pack of wolves, devastante) , Wire, Gang Of Four , This Heat (Day Turns Night sembra quasi un estratto di "Deceit"), Slits, The Fall etc etc. Diciamo, per intenderci, che potrebbero essere inquadrati come un incrocio malato tra i primi Liars (ma anche quelli del secondo disco ora che ci penso - "Yes I Confess") e i GoGoGoAirheart.
I riferimenti, a conti fatti, sono sempre quelli quando si parla di certe cose uscite soprattutto tra il 2002 e il 2005, però questo non vuol essere il voler trovare l'influenza copiata male, bensì un modo di inquadrare meglio la questione.
Chi li ha visti dal vivo parla di una performance violenta: due batterie, due bassi, una chitarra che non schitarra ma urla come una bambina terrorizzata. Le voci non sono certo la cosa più rilevante, ma poco importa. Tanto in mezzo al vortice si mischia tutto.
Disco notevole. Uscito, ripeto, in un periodo sfortunato.
Poco prima dell'uscita di "Cough", secondo disco della band (niente male!), la band annuncia lo scioglimento (e in quel disco non figura il chitarrista-cantante).
La storia della Dischord ha regalato altre storie del genere. Tipo Smart Went Crazy. E se non conoscere questo disco dei Black Eyes è un peccato, non conoscere "Con Art" degli Smart Went Crazy è roba da folli. Ve lo consiglio come se foste tutti i miei migliori amici e vi volessi un bene dell'anima.

domenica 25 maggio 2008

Hi. Bye. Why?













Nessuna introduzione,
nessuna spiegazione
- non ce n'è bisogno, veramente -
solo un cenno per far capire che ci sono di nuovo
e salutare quei pochi che mi leggevano un tempo su son of a gun.
Ricomincio da qui.
Segnalo un paio di eventi che mi vedranno presente:

- Vampire Weekend @ Estragon, Rocker Festival, Martedì 27 Maggio 2008.
- Why? w/ Banjo Or Freakout @ Locomotiv, Mercoledì 28 Maggio 2008.

Ah, sarò pure di parte ma vi invito caldamente a cliccare sul link qui sotto:
BANJO OR FREAKOUT
Scaricatevi tutto e ditemi se la cover di "in the mouth a desert" dei Pavement non è grandiosa.
Buonanotte.
M