

Sono tornati. Il disco si chiama "Microcastle". Loro si chiamano Deerhunter. Sono un po' diversi dal solito, ma non abbiate paura. Trattasi di ottimo disco. Meno drones. Più canzoni. Più Atlas Sound ma meglio di Atlas Sound (mi riferisco al disco eh, perchè gli mp3 che Bradford mette regolarmente in download su www.deerhuntertheband.blogspot.com sono quasi sempre bombette, così come i "micromix"...scaricate gente, scaricate!!!).
Comunque, oramai perfettamente riconoscibili, i Deerhunter continuano a sfornare musica pregevole. Io ci sento l'amore dentro. Stanno giustamente godendo dell'attenzione che meritano. Per dire, stanno facendo da support all'act dei Nine Inch Nails...Trent Reznor ci ha sempre visto giusto, questo va detto...che poi dopo The Fragile ci sia stato il nulla è risaputo...però ha ottimi gusti, è attento a quello che accade attorno e, soprattutto, sotto.
"Microcastle" ha il sicuro merito di cristallizzare tutte le intuizioni della band in canzoni compiute, intense, senza rinunciare a quell'assenza di forma che affiorava in "Cryptograms", bensì rendendola adulta, nascosta, mimetizzata in mezzo a un ritornello assassino, ad esempio.
E' tutto ok, per me. Sto ascoltando questo disco almeno 2-3 volte al giorno perchè, come mi succede sempre con loro, credo sia giusto e sacrosanto scomodare l'aggettivo "necessario". Trovo l'ascolto dei Deerhunter necessario. Per migliorare le mie giornate e perchè, diciamolo senza paura, sono una delle cose più significative e belle di questi nostri anni.
Ripescate "Cryptograms" e "Fluorescent Grey", non fa male.
Play.

1 commenti:
sono contenta di leggere quello che scrivi dei deerhunter, anche io li ho sempre rispettati molto e non ero assolutamente al corrente della nuova uscita.. distratta! distratta! grazie :) ti ho messo in alto nella mia cartella dei segnalibri 'blog forum etc' così non mi dimentico di passare a vedere cosa succede.. ciao ciao, ilaria (miami via drinktome, se mai ti ricordassi).
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