mercoledì 11 novembre 2009

Essere il dolore.


Il primo volume de "Lo Scontro Quotidiano", di Manu Lacernet, mi aveva impressionato: il suo essere ugualmente profondo e leggero, interiormente quotidiano, riflessivo ma per nulla immobile. Il suo tratto e i suoi colori. Il suo esplorare tematiche che uniscono tutti noi in modo così capillare senza grandi sforzi o tortuosi percorsi. E' tutto raggiungibile, è tutto lì. Quello che è scritto e quello che non lo è, quello che trova spazio nelle tavole e quello che disegna ognuno di noi nella testa immaginando punti di intersezione con la sua personale esperienza.
Il secondo volume, di cui vi ho parlato nel post precedente e che ho finalmente letto, arriva persino oltre. Fare i conti con il dolore di una perdita e trovarsi a dover diventare ciò che era quella perdita, vale a dire un padre, da lì a poco. Capire di non poter più fallire ma di essere solo un uomo. Essere il dolore e non poterlo dare a vedere. Rimanere uno scrigno di desideri e un catalogo di responsabilità allo stesso tempo, promesse fatte con il cuore e deluse dai nostri umani e naturali limiti. Andare in cerca delle tracce che un genitore ha lasciato lungo la strada per capirlo e per prendere spunto sul da farsi, spaventati come bimbi. Bimbi che non siamo/non saremo più e, contemporaneamente, continueremo a sentirci malinconicamente. Guardando un figlio, pensando a un figlio, immaginando un figlio. Un'opera davvero forte che mi sta rivelando delle cose che probabilmente sapevo già e che non ho il coraggio di affrontare. Padri e madri e figli, è quello che siamo e più ne indago il senso più rimando spaesato dalla potenza dell'attaccamento. E' una strana vertigine. Leggete "Lo Scontro Quotidiano 2", è splendido.

http://www.manularcenet.com/blog/

lunedì 9 novembre 2009

Coconino In Fiamme!




www.coconinopress.com

Coconino press torna con tantissime novità. Dopo un periodo di (relativa) calma, la casa editrice di Igort, capace nel tempo di portare in alto la Graphic Novel, torna a dare alle stampe molte opere degne della nostra attenzione. E' tornato pure David B., l'autore dei FONDAMENTALI "Il Grande Male 1" e "Il Grande Male 2" e mio favorito, con un'opera sì minore ma ugualmente ispirata. Un po' come Babel 1 e 2, sono i sogni dell'autore ad esser protagonisti. In realtà hanno avuto sempre grande importanza nella poetica dell'autore francese che, però, nel Grande Male 1 e 2 e in Les Incidents De La Nuit li usava come interludes alla narrazione e, allo stesso tempo, spunto per condizionare la stessa, per portarla per mano dov'era necessario. "Complotti Notturni" : comandano i colori scuri, si sconfina nel noir (come stessa ammissione dell'autore). La notte, dimensione ideale per l'immaginario di David B., influenzato notevolmente sia dalla Storia e dalle sue guerre che da una certa predilezione per il grottesco, l'esoterico, il misterioso. Il tratto non ha subito evoluzioni particolari, era perfetto e tale è rimasto. Siete avvertiti: "Il Grande Male 1-2" sono in ristampa. Il mio consiglio è quello di non farveli scappare. Vere e proprie opere d'arte dove si ride e ci si commuove, si impara, si riscopre la curiosità e, soprattutto, si può tornare a ricordare l'infanzia con lo slancio dei giorni migliori.

"Lo Scontro Quotidiano 2" di Manu Lacernet e "Berlin 2" di Jason Lutes li leggerò quanto prima e tornerò a parlarne.
Intanto, una buona notte a voi.


mercoledì 4 novembre 2009

I don't do too much talking these days









That's it.

lunedì 2 novembre 2009

Where the good things are


Domenica. Il programma della serata prevedeva alle ore 20 la visione di "Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il Diavolo" di Terry Gilliam e, successivamente, "Nel paese delle creature selvagge" di Spike Jonze.
Vengo subito al punto. I due film possono essere collocati a due estremi, almeno secondo il mio punto di vista. Diciamo che l'estremo di sinistra è Gradimento Zero e l'estremo di destra è Massimo Gradimento.
Ecco, all'estremo di sinistra signore e signori quell'inutile accozzaglia di niente che è l'ultimo Terry Gilliam, film talmente vuoto da riuscire nell'ardua impresa di rendere inutili (a tratti pure un po' fastidiosi, ma non è colpa loro) attori come Johnny Depp e Heath Ledger, alla sua ultima performance prima della morte...Si meritava un copione migliore.
Per la prima metà del film non accade nulla di nulla, non solo a livello di trama e intreccio...Semplicemente, non c'è niente. Non c'è la storia, la regia è innocua, le ambientazioni delle banalissime esterne nella londra suburbana notturna o dei fantastici regni onirici digitali, barocchi e pomposi oppure desolati e apocalittici. Nel mezzo questa storia che fa acqua da più parti e resa totalmente priva di fascino, sempre secondo il sottoscritto ovviamente. Tom Waits notevole nel ruolo di Diavolo grazie al suo essere individuo dai tratti più che particolari e dalla gestualità grottesca. Detto questo, tutto il resto è da buttare. Forse sono un po' severo, ma da un film accolto benissimo dalla critica e con un cast del genere, scusate, ma non mi aspettavo una tale mediocrità...Anzi, no, voglio dirlo...Peggior film dell'anno?
Per fortuna che si era deciso di dedicare la serata al cinema e per (s)fortuna che si era in un cazzo di Multisala poco fuori Milano e si è potuto vedere anche "Nel Paese Delle Creature Selvagge" di Spike Jonze. Film di una finezza rara basato su un libro per bambini del 1963 di Maurice Sendak, "Where the wild things are".
A differenza del suo bravissimo collega Gondry, Jonze risulta più, come dire?, digeribile. Più gentile con i nostri occhi. Più dolce. La storia è di per sè splendida, tenera, toccante, avvincente e la regia di Jonze la accompagna nel migliore dei modi. Costumi e ambientazioni da urlo. Uso degli effetti speciali sapiente, mai invasivo, mai troppo violento o macchinoso. Bello. Ogni cosa al suo posto. E poi, la resa del sentimento di attaccamento tra un genitore e il figlio, che di per sè potrebbe facilmente sfociare nel banale, grazie a una sola scena di 3 minuti priva di qualsiasi artificio, solo uno sguardo fisso della mamma di Max e l'addormentarsi esausto di lei guardando il figlio che mangia di gusto. Questo film ha il senso della misura. Le tematiche potevano rappresentare un campo minato e invece tutto è, come ho già detto, al suo posto. Colonna sonora di Karen O, non male in assoluto, adattissima al film. Film da vedere assolutamente e una delle vette di questo anno al cinema. Applausi.

domenica 1 novembre 2009

In The Next Life


giovedì 29 ottobre 2009

Per fortuna...

...che in giro c'è ancora gente che tira fuori dischi pazzi come questo:


Hudson Mohawke - Butter (Warp 2009)

www.myspace.com/hudsonmo

;)


mercoledì 28 ottobre 2009

Joy mixtape



Intro: John Cage - Radio Music
The Chap - Auto Where To
Human League - Being Boiled
Raymond Scott - Buffering
The Sparks - This Town Ain't Big Enough For The Both Of Us
D - Firspk
Antipop Consortium - Mega
Lindstrom & Solale - Baby I Can't Stop (Aeroplane RMX)
Harmonic 313 - Music Substitute System
Sun Araw - The Message
Deerhunter - Tape Hiss Orchid
Hudson Mohawke - Joy Fantastic
Atlas Sound - Logos
Calexico - Ocean Of Noise (Arcade Fire)

Compiled and Mixed by MatteoL

Enjoy

PS: Hudson Mohawke - Butter (Warp) ---> la bomba!